type: email livello: L3 status: v1 created: 2026-06-10 updated: 2026-06-10

Funnel di lancio · copy completo v1

Tutto il copy del funnel minimo, pronto da incollare. Ordine di attivazione: bio → About → welcome → nurture (programmata) → waitlist.


1 · Bio TikTok

Sociologia come antidoto. Strumenti, non motivazione. ↓ Il primo è gratis

Link: la pagina Substack.


2 · About Substack

Accademia del Veleno

C’è un motivo se le tue scelte ti sembrano tue e poi assomigliano a quelle di tutti: i meccanismi che le producono sono invisibili. La sociologia li vede. Questo posto la usa così — non per spiegarti gli autori, ma per darti strumenti.

Ogni settimana: un saggio che prende un pezzo della tua vita quotidiana — il lavoro, la città, i soldi, le persone — e lo apre come si apre un meccanismo. Ogni tanto: uno strumento completo, da fare con penna e foglio.

Chi scrive è un sociologo. Il nome non conta; le dosi sì.

Veleno in dosi da laboratorio: quello che alle dosi giuste cura.


3 · Welcome email (automatica, all’iscrizione)

Oggetto: Il tuo primo strumento (e il motivo per cui funziona)

Benvenuto.

Niente discorsi: qui sotto trovi la Mappa dei capitali, lo strumento completo. Venti minuti, una penna. Serve a vedere i tre conti invisibili che decidono le tue scelte molto più del tuo conto in banca.

[→ STRUMENTO COMPLETO NEL POST / oppure incollato sotto]

Due cose su come funziona questo posto:

  1. Ogni settimana ricevi un saggio. Prende un pezzo della tua vita e lo apre come un meccanismo. Nessuno spiegone, nessuna motivazione: meccanismi e strumenti.
  2. Nei prossimi giorni ti arrivano poche email: un caso reale letto con gli strumenti giusti, un assaggio di quello che sto costruendo, e basta. Poi solo il saggio settimanale.

Se entro domenica fai l’esercizio, rispondi a questa email con la forma della tua mappa (anche solo: “economico 4, sociale 2”). Leggo tutto. È materiale di laboratorio.

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4 · Nurture (5 email programmate)

Email 1 · giorno +2 · il caso

Oggetto: Il collega che vince su LinkedIn

C’è un tuo collega che posta su LinkedIn. Niente di speciale: traguardi, gratitudine, “onorato di”. Eppure funziona — promozioni, inviti, visibilità. Tu che lavori meglio di lui, no.

La lettura facile: è un paraculo. La lettura utile: lui sta giocando una partita di cui ha letto le regole, tu stai giocando bene una partita che non esiste.

Ogni ambiente — un’azienda, un settore, perfino LinkedIn — ha regole non scritte su cosa conta come “valore”. Non sono nascoste per cattiveria: sono invisibili perché chi le ha imparate presto le chiama “naturalezza”. Il tuo collega non è più bravo: è alfabetizzato in una lingua che tu non hai mai studiato perché lavoravi.

La domanda non è “devo postare anche io le frasi con la gratitudine?”. È: nel posto dove voglio arrivare, cosa viene riconosciuto come valore — e in che lingua va mostrato?

Se la risposta non ti piace, hai due opzioni oneste: imparare la lingua, o cambiare campo da gioco. Lamentarsi del campo è la terza opzione. È anche l’unica che non paga mai.

Giovedì ti mando la mappa per leggere queste regole. Intanto: guarda i tre post più premiati nel tuo ambiente e chiediti cosa viene davvero applaudito. Non è mai il contenuto.

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Email 2 · giorno +4 · saggio breve

Oggetto: Non hai gusti. Hai un budget.

Il locale che preferisci, il modo in cui ti vesti, perfino i podcast che ascolti: ti sembrano gusti. In larga parte sono spese — di status.

Da più di un secolo sappiamo che il consumo serve a due cose: usare le cose, e segnalare chi sei. La seconda funzione è cresciuta fino a mangiarsi la prima. Il caffè da 12 euro non lo bevi: lo indossi.

Non è un’accusa, è un costo. Ogni desiderio che provi ha dentro una quota di segnalazione — e quella quota la paghi in soldi, tempo e scelte sbagliate. La casa più grande del necessario, il master che serve a dire “ho fatto il master”, la vacanza fotografabile.

Esercizio rapido, tre minuti: prendi le ultime tre cose che hai desiderato forte. Per ciascuna: se nessuno potesse mai saperlo, la vorresti ancora?

Quella che sopravvive alla domanda è desiderio. Le altre sono bollette dello status. Si possono anche pagare, eh. Ma sapendo che sono bollette.

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Email 3 · giorno +6 · demo corso

Oggetto: Chi decide, quando decidi tu?

Ti è mai capitato di prendere una decisione “di pancia” e scoprire dopo che era identica a quella di tutti quelli cresciuti come te?

Non è un caso. Dentro di te c’è un pilota automatico: l’insieme di riflessi, gusti e “mi sembra naturale” che il tuo ambiente di origine ti ha installato prima che potessi scegliere. Funziona benissimo — è il problema. Ti fa sembrare libere scelte che sono statistiche.

Sto costruendo un corso che si chiama “Le tue scelte non sono (solo) tue”: sei moduli per vedere il pilota automatico, separare i desideri dalle vetrine, leggere le regole non scritte degli ambienti, usare la tua traiettoria invece di subirla, costruire la rete che conta e — alla fine — decidere con un metodo.

Non è un corso sugli autori. Gli autori stanno nelle note, come si deve. È un corso sulle tue prossime tre decisioni.

Esce a settembre. I primi 100 lo prendono a 49€ invece di 79€. Per ora non devi fare niente: nei prossimi giorni ti dico come entrare in lista.

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Email 4 · giorno +9 · saggio breve

Oggetto: I tuoi amici non ti troveranno lavoro

Controintuitivo ma misurato: le opportunità importanti — il lavoro, la casa, l’occasione — arrivano molto più spesso dai conoscenti che dagli amici stretti.

Il motivo è strutturale. I tuoi amici vivono nel tuo stesso mondo: sanno le cose che sai già, conoscono le persone che conosci già. Il conoscente — l’ex collega, il compagno di corso risentito una volta l’anno — vive in un mondo adiacente al tuo. È un ponte. I ponti portano informazione nuova; le cerchie strette riciclano la stessa.

Quasi tutti curano le cerchie e lasciano morire i ponti. Risultato: reti calde, dense e inutili per cambiare qualcosa.

Una mossa, dieci minuti: scrivi a un conoscente che stimi e che non senti da più di un anno. Niente richieste — solo riattivare il ponte. Il momento per costruire ponti è sempre prima di averne bisogno.

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Email 5 · giorno +12 · waitlist

Oggetto: Lista aperta (e una promessa precisa)

Due righe, senza countdown e senza urgenza finta.

Il corso “Le tue scelte non sono (solo) tue” esce a fine settembre: sei moduli video, un workbook di 25 pagine, 90 minuti totali. La promessa è precisa: dopo, le tue prossime tre decisioni importanti le prendi vedendo i meccanismi che prima le prendevano al posto tuo.

I primi 100 pagano 49€ invece di 79€. Per essere tra i 100: rispondi a questa email con “lista”. Tutto qui — niente form, niente carta.

Se invece il saggio settimanale gratuito ti basta, va benissimo: resta. Anche questa è una scelta fatta sapendo cosa si sceglie. Che è poi tutto il punto di questo posto.

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Note operative

  • Le email 1-5 si programmano su Substack come post via email ai soli iscritti (o invio manuale i primi tempi: a basso volume costa 10 minuti).
  • “Rispondi con: lista” = il CRM dei primi 100 è la inbox. Volutamente artigianale: misura intenzione vera e crea contatto diretto.
  • Ogni email ha UNA mossa pratica. Mai due. Mai zero.
  • Il riuso: email 1 → carousel #5 · email 2 → carousel #2 e #10 · email 3 → carousel #1 e #3 · email 4 → carousel #4.