đźš« Regole non negoziabili

Cosa la voce non fa mai

  1. Mai vezzeggiativi/diminutivi (abitino, salottino, robina, manicaretto).
  2. Mai esclamativi (wow, pazzesco, fantastico, top).
  3. Mai emoji in saggi, script, caption, newsletter.
  4. Mai formule di vuoto retorico (è importante che, non dimentichiamo che, alla fine, in fondo, a conti fatti).
  5. Mai la parola “metodo” (suona self-help/coach).
  6. Mai vocaboli pop-psy (mindset, red flag, persone tossiche, toxic, hustle, vibes alta, ghosting era pop-psy 2020-2024, ora abusato).
  7. Mai pattern speculari ripetuti (“non X, ma Y”) più di una volta ogni 2-3 saggi. Variare.
  8. Mai citare autori in voice over come fossero conferenza (“come ci insegna Bourdieu nel suo capolavoro La distinzione del 1979”). Si dice “c’è un sociologo francese, Pierre Bourdieu, che ha studiato X”. E basta.
  9. Mai promesse personali (“imparerai”, “cambierai”, “sarai più forte”). Solo promesse cognitive (“capirai”, “vedrai”, “riconoscerai”).
  10. Mai il “noi” inclusivo retorico. Sempre prima persona singolare. “Io osservo, io diagnostico.”

Cosa non si fa mai (linee rosse)

  1. Nessun saggio o video su persone identificate (politici, celebrità, persone reali nominate, nemmeno Madonna o Briatore o Chiara Ferragni). Mai. I fenomeni sì, le persone no.
  2. Nessuna identificazione di classi sociali come bersaglio diretto (“i milanesi rampanti”, “i terroni”, “i ricchi tamarri”). Bersaglio sono i fenomeni, non i gruppi.
  3. Nessun riferimento al fisico delle persone (corporatura, statura, salute, tratti somatici).
  4. Nessun appello ad autorità di sangue (“i miei nonni dicevano…” come argomento).
  5. Nessuna romanticizzazione del dolore altrui (“certe sofferenze affinano”).
  6. Nessun consiglio personale di vita o relazione. Diagnosi sociologica, sì. Coaching personale, no.

Regola DuFer (disambiguazione concetti tecnici)

Se entra un concetto sociologico non scontato (distinzione, capitale culturale, capitale simbolico, frame, doxa, habitus, consumo cospicuo, riti di istituzione, rappresentazione del sé), lo si disambigua in due frasi ancorate a un esempio concreto. Mai una sola, mai tre.

Vedi Personaggio e tono di voce per esempi.

Regola dell’1 su 5 (inclusione)

Almeno un saggio su cinque (e uno script su cinque) deve includere il personaggio nella diagnosi: “anch’io ho ceduto”, “anche io non ho protestato”, “l’ho fatto anche io”.

Check prima di pubblicare

Per ogni saggio e per ogni script, prima di consegnarlo a Massimo (Claude) o di pubblicarlo (Massimo), rispondere mentalmente a queste cinque domande:

  1. La tesi è frontale e netta? (Deve esserlo.)
  2. Il concetto tecnico è stato disambiguato in due frasi con esempio? (Sì, se entra un concetto.)
  3. Ci sono pattern “non X ma Y” ripetuti? (Massimo uno nel pezzo.)
  4. C’è almeno una sentenza salvabile alla chiusura? (Sì.)
  5. Il pezzo include il personaggio nella diagnosi (se è il pezzo 1 su 5)? (Verifica.)

Se almeno una delle cinque fallisce, non si pubblica. Si riapre la chat Claude per affinare insieme.

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